Le App del futuro premiate al Festival della Pubblicità di Cannes

Cannes Lions 2013Nella sezione Future Lions, che si trova dentro l’affollatissimo Festival Internazionale della Pubblicità di Cannes, sono stati premiati dei lavori in arrivo dai quattro angoli della Terra.

Keepit

Dalla Miami Ad School di Hamburg Alejandro Ledeveze e Caroline Escobar hanno creato un “salvadaio” virtuale che si chiama Keepit.

L’idea: quante monetine lasciamo sparse nelle macchine, negli armadietti delle palestre, in casa, sulla scrivania, nelle varie tasche e poi facciamo fatica a raccogliere e spendere?
Nel rigido regno dell’Euro (studiando ad Hamburg i due poveretti fanno i conti con la Merkel) anche i centini fanno massa.

Ecco allora un’App Keepit che permette di non prendere il resto dai distributori automatici, dalle casse dei supermercati o dal bar e trasfromarli in un credito da metter su PayPal oppure sulla carta di credito.
Certo: siamo a livello di concept perchè il progetto prevede che aderiscano al sistema milioni di esercizi ma intanto Alejandro e Caroline ci indicano una strada da percorrere.

Keepit from Alejandro Ladeveze on Vimeo.

IBM Project Accel

Creato da The Creative Circus di Jarrett Jamison e Verenice Lopez per la IBM.
GPS dentro i cellulari e dentro i navigatori ce ne sono tanti.
Ma viaggiano ognuno per i fatti propri.

Il progetto Accel inserisce nei nostri device un’ App che permette di studiare il percorso che facciamo ogni giorno.
Casa, scuola, ufficio, palestra, supermercato, casa.
Elaborando questi dati -condivisi con altri utenti che vivono nella nostra città- Project Accel è in grado di creare un percorso personalizzato seguendo il flusso delle auto.

Su Facebook i commenti sono positivi.
Un utente, Nat Cochran, che sta usando l’App posta:
“Dopo una settimana ho risparmiato 40′ di tempo e 2 galloni di gas”.

Awaken by Amazon

I giapponesi sono grandi lettori di libri.
A differenza di un nostro ex Premier che si vantava di aver letto – al massimo – due libri in tutta la sua lunga vita.

E prorio nel Tokyo Institute of Tecnology’s Konomi Tashiro con la Keio University Tatsuki Tatara e altri atenei, hanno messo a punto un progetto per fornire libri ai giovani illetterati che purtroppo sono 780 milioni nel mondo.
Solo in India, per esempio, oltre 300 milioni di giovani non possono procurarsi un testo.
Per contro, in Occidente, abbiamo dei testi che mettiamo molto in alto nella libreria oppure in cantina poichè li consultiamo raramente.

L’idea degli studenti giapponesi, accettata da Amazon che ne gestirà la logistica, consiste nell’inserire in un scatola di cartone, due alla volta, i nostri libri che Amazon spedirà ai giovani indiani.

Ma non finisce qui: Amazon, per ogni libro ricevuto, ti fornisce la versione eBook che potrai leggerti sul tuo Kindle.

Certo, si dirà, Amazon fa questo per farsi bella e poi vendere più tablet.
Sì, ma intanto lo fa. Mi viene da rispondere.




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