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Fjord disegna i nuovi trend. Addio alle app, più digital density

Ogni anno, un think tank di oltre 500 designer ed esperti di tecnologia di Fjord (gruppo Accenture) si riuniscono per esaminare le principali tendenze che trasformeranno il nostro modo di vivere e il business delle aziende sul fronte del design, dell’innovazione, della tecnologia e del digitale. Per la prima volta (dopo l’acquisizione di Fjord da parte di Accenture) al team di Fjord si è unito quello di Accenture Interactive per una riflessione congiunta sulle tendenze che plasmeranno il mercato nel prossimo anno. Pubblico qui sotto una sintesi del rapporto “Trends” che può essere fonte di ispirazione per il vostro lavoro.

Alessandro DianaAccenture Interactive: “Nel nostro contatto quotidiano con gli imprenditori e i manager italiani stiamo scoprendo un’ accelerazione inedita, rispetto al passato, in cui la situazione appariva a volte stagnante. Questa nuova consapevolezza che ogni business è un digital business, prelude ad un aumento delle cosiddetta “digital density” del nostro mercato, che si appresta a vivere nuove esperienze in abito digitale. Dalla scomparsa progressiva delle app, che andranno a sciogliersi e integrarsi dentro le piattaforme di riferimento, fino alla diffusione della Virtual Reality per migliorare la relazione tra prodotti e consumatori (vedi la nostra esperienza con la FCA per 500 Fiat attraverso la tecnologia Tango di Google) gli scenari che si aprono sono davvero formidabili anche per i giovani interessati al digitale. Riprogettare l’industria attraverso una nuova visione non è una attività relegata a pochi settori: dalla casa alle auto, dai trasporti al retail, dal settore bancario a quello dell’energia abbiamo di fronte un paesaggio ricco di spunti e di opportunità per ammodernare il Paese”

LA DIGITAL DISRUPTION DIVENTA TANGIBILE

Interazione fisica e oggetti si traducono sempre più in servizi guidati dai dati

Ora che il mondo reale è interconnesso attraverso sensori e software in ogni dove, il digitale è in grado di trasformare l’interazione fisica in maniera sempre più marcata. Questo cambiamento è stimolato dalle startup, dotate di un’ampia visione su come fondere il digitale con il mondo reale nei vari settori industriali. Il driver principale di questo trend è rappresentato dall’incredibile velocità con cui sono cresciuti i grandi pionieri della digital disruption: Uber è passata dall’oscurità virtuale nel 2010 ad essere un’icona nel 2014. Le nuove rivoluzioni digitali hanno trovato il modo per rendere “virali” gli oggetti fisici, come le automobili nel caso del settore del car sharing. Il secondo driver di questo trend si riscontra nel livello che queste imprese mirano a raggiungere. Il CEO di Evernote, servizio di presa di appunti, vuole fare della sua azienda “la piattaforma globale per i tuoi ricordi.” Le startup che godono di un contatto con il mondo fisico stanno cominciando a realizzare servizi in grado sia di rispondere ai bisogni sia di anticiparli.

OMNI-COLLEAGUES: I NUOVI EROI DEL DIGITALE

“Conoscevamo l’esperienza del cliente, ma dovevamo integrarla con l’esperienza del dipendente.” Mark Levy, Responsabile Globale dell’Employee Experience, AirBnB.

Per diventare veramente digitali, le imprese stanno reintegrando le persone nell’interfaccia. Tutto questo può richiamare alla mente le immagini di Tron, con gli eroi che navigano lungo circuiti luminosi nelle viscere di un dispositivo, ma si tratta in effetti di un tipo diverso di integrazione. Sulla scia dell’omnicanalità – termine (imperfetto) che le imprese utilizzano con riferimento a una serie di canali strettamente collegati che ambiscono a fornire un servizio senza interruzioni – le persone stanno ridiventando componenti fondamentali per la creazione di un buon servizio. L’approccio omnicanale rischia spesso infatti, di sacrificare la persona in favore di punti di contatto automatizzati ma, affinché il digitale possa veramente essere efficace, questi servizi devono essere valorizzati attraverso la componente umana, in altri termini devo essere umanizzati.

MIND THE GAP

Progettare esperienze che siano adeguate al mondo digitale (oltre che a quello reale) e consentano l’utilizzo di diversi dispositivi-

Oggi siamo circondati da dispositivi che ci accompagnano ovunque andiamo. Questi possono assumere la forma dei dispositivi mobili, come i telefoni e i tablet, li possiamo indossare, oppure sono rappresentati dagli elettrodomestici che diventano smart. Passiamo da un dispositivo all’altro proprio come cambiamo l’ambiente in cui viviamo. Le sfide più interessanti sorgono quando per usufruire di un servizio è necessario interpretare il contesto in cui ci troviamo attraverso i dati e i contenuti che condividiamo. Dal momento che oggi siamo sempre in movimento, la possibilità che la nostra esperienza di fruizione di un servizio sia discontinua sono molto maggiori rispetto al passato: quando il volo termina proprio nel bel mezzo di quel bellissimo film, quando ci aspettiamo che il negoziante ricordi i nostri acquisti precedenti e lo stile che preferiamo proprio come farebbe un sito online, e quando scriviamo quell’importante articolo in Google Docs e improvvisamente il wifi del bar si blocca. Come si fa quindi a spostarsi tra dispositivi, ambienti e modalità di connessione diverse mantenendo comunque un’esperienza fluida e coerente? È un fenomeno che può mettere in difficoltà le imprese che non hanno assegnato sufficiente importanza all’esperienza multicanale




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