Gabriele di Matteo BMW

Self drinving car AD 2020. Chi arriva ultimo paga

Si è scatenata una corsa pazza in quella linea di confine che divide (per meglio dire unisce) la tecnologia e gli automakers. La data è imminente:2020, le promesse pompose, l’aspettativa degli utenti lievita ogni notte come il pane ma rischia di diventare presto “rafferma” se al 2020 almeno una decina di brand non metteranno in vendita queste benedette “auto-robot” che sanno dove portarci per un pieno elettrico e che ci prenoteranno, attraverso integrazioni con Alexa, Cortana, Google Assistant anche la poltrona per l’ultimo film in sala.

CHI COMPRA E CHI VENDE

Parto dalle ultime notizie. Delphi Automotive (UK) compra NuTonomy (Usa) per 450$ milioni. Il gigante dei chip Broadcom (Usa) vuole ingoiarsi Qualcomm e offre una cifra mai vista sui tavoli delle aziende tech 103$ miliardi. Risposta di Qualcomm (per ora) non vendiamo per questi quattro soldi, rimodulate l’offerta. La perla del mercato, comunque se l’è già comprata Intel con l’acquisizione della israeliana Mobileye. Al WebSummit di Lisbona, davanti a 60.000 delegati il Ceo di Weymo (ex spinoff di Alphabet) John Krafcik (foto in basso) si è fatta arrivare sul palco un’auto senza pilota, una Chrysler Pacific per annunciare il nuovo servizi anti Uber che si chiama Early Rider.

VENTURE CAPITALIST GENEROSI IN CALIFORNIA

Intanto con delle società dedicate agli “accelerator” stanno lavorando dalle parti di Melmo park aziende di grande peso come Honda con Nick Sugimoto, un giapponese che amava poco il lavoro in azienda e che ha prooposto alla sua seconda mamma (Honda) di mandarlo al sole della California per Honda R&D Innovation e sviluppi di AI sulle piattaforme di guida. Per non parlare di BMW che sempre al Web Summit era presente con Dieter May, SVP Digital Service and Business Model per annunciare partnership con startup innovative. Daimler si schiera con il marchio Mercedes con la Chief Digital Officer Sabine Scheunert, che lavora per cambiare la relazione attuale tra auto e utente. Accordi in questo senso anche con Coca Cola.

USA, EUROPA, GIAPPONE O KOREA I PRIMI A TAGLIARE IL NASTRO

Una delle aziende più avanti coi progetti e i prototipi è di sicuro Toyota di cui Jim Adler Managing Director Toyota AI Ventures sta muovendo le leve da tempo, sempre in California.

Ma i fari del mercato sono puntati soprattutto sulla Euro-Nipponica Renault Nissan Alliance. Ogi Redzic SVP Connected Veicces & Mobility Service ha spiegato che la data del 2020 è plausibile. In Sud Korea grazie alla potente connessione 5G che sta marciando alla grande con la SK Telecom che ci mette miliardi, aziende come Hyundai stanno lavorando su brevetti e su piattaforme autonome. Poi ci sono i fornitori di sistemi per la navigazione sicura e tra questi quello che mi ha più colpito è quello creato da un imprenditore di 22 anni Austin Russel (foto in basso) che viene dal pianeta videogiochi e che con la sua Luminar sta chiudendo partnership con marchi come Toyota.                          

Il suo sistema Lidar con laser e fotonica si annuncia come uno dei più sicuri per la guida notturna. Insomma in questa corsa senza pilota non ci resta che attendere e seguire le prossime mosse, per capire chi rischia di pagare il conto




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