gabriele di matteo TROV

Chi assicura la macchina-robot di Waymo? Trov, prima insurtech globale

Il 2020, la data fatale, l’anno in cui secondo tutti gli analisti le auto a guida autonoma saranno in strada senza nessun umano dietro la “ruota” del volante, è stato bruciato da Waymo, la società allevata da Google dal lontano 2009, che oggi sotto la guida del Ceo John Krafcik manda nelle strade dI Phoenix Arizona una piccola flotta di Minivan Chrysler Pacifica per dimostrare la guida sicura anche in assenza di un pilota umano. Il video che link nel mio blog è spaventoso. Nel grande business della mobilità è un colpo per Uber, che sta attraversando un periodo parecchio travagliato. La polizza assicurativa, nel caso di guida autonoma, è un tema molto delicato e l’annuncio di oggi è che Waymo ha scelto come partner una compagnia “insurtech” molto app-oriented, che propone polizze che si attivano e disattivano a piacere dallo smartphone: Trov 

I DATI DEGLI INCIDENTI OGGI FANNO PAURA 1,25 MILIONI DI MORTI ALL’ANNO

Il buon John Krafcik ha drammatizzato lo storytelling del cambiamento epocale sul palco del Web Summit 2017 di Lisbona, davanti a 60.000 delegati, sciorinando cifre vere: 1,25 milioni di morti in un anno nel mondo per incidenti stradali: “L’equivalente di un aereo 737 che cade dal cielo ad ogni ora del giorno”. E il 90% di questi incidenti sono provocati da errore umano. A questo proposito, Krafcik ha mostrato dei video reali girati in tre auto lanciate sulle highways: 1) Il guidatore si addormenta piegando la testa a 100 Km/h.

2) Il guidatore chatta con lo smartphone, poi si accorge che è scarico e lo mette in carica manovrando il cavetto.

3) Una donna che, tranquillamente, si trucca lasciando il volante a se stesso nelle ore di punta.

Non sappiamo se i software e i sistemi delle auto autonome siano poi così sicuri ma di certo non si ubriacano, non prendono sonno e non si drogano prima di mettersi alla guida. Dopo questo primo esperimento nell’area cittadina di Phoenix, Waymo amplierà il territorio messo a disposizione delle auto-robot in un’area pari alla città di Londra, per testare le auto in situazioni meno facili.

 




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