Tesla-crash

Tesla ci riprova. Per la seconda volta si schianta sui pompieri.

Le scuole di giornalismo, quando esistevano, insegnavano che “uomo che morde cane” è una notizia molto più forte di “cane morde uomo”. Che dire, allora, di una Tesla Model S Sedan che si schianta sul camion eroico e rosso dei pompieri ad una velocità di 60 miglia/h (96 Km/h) saltando un semaforo che dava lo Stop? E’ accaduto venerdì scorso a St Jordan, presso Salt Lake City. La cosa che non capisco è la “serialità” di questi impatti. Nella foto di apertura (sopra) un altro incidente simile accaduto in gennaio presso Los Angeles come riporta Autoweek La mirabile guida autonoma, dopo anni di studi, algoritmi, LIDAR, sensori, super PC, e investimenti super, si accartoccia in questa massa nera (foto del South Jordan Police Department apparsa su Huffington Post) che fino a qualche ora prima era una mitica osannata Tesla.

Sembra dai primi rilievi che il freno non è stato azionato. Perché? Un bag del sistema di videocamere e sensori? Le domande che circolano sui media sono le solite. Stava guidando in modalità autonoma? La guidatrice aveva le mani accanto al volante come Tesla raccomanda? Ave il piede vicino al freno? Come nel caso del povero ingegnere della Apple morto a Mountain View qualche settimana fa bruciata la sua Tesla blue, comprata per festeggiare l’ingaggio a Cupertino, quella zona oscura tra guida totalmente autonoma e guida con vigilanza umana, continua a fare disastri.

NON E’ CHE IL LIDAR IMPAZZISCE COL “ROSSO”?

Tanto per dire una boutade, si potrebbe sospettare che davanti al rosso vermiglio dei camion dei pompieri il software di guida autonoma delle Tesla si emoziona e sbaglia, senza la possibilità di stoppare la macchina. Non più di un anno fa, al Web Summit di Lisbon, il giovane imprenditore californiano Austin Russell che ha fondato Lidar Technoly mi raccontava della precisione anche in situazioni di sole abbagliante, di poca luce, di buio dei suoi sensori laser per intercettare l’ambiente circostante  in tempo reale. Tesla credo non adotti finora i Lidar di Austin ma resta il fatto che questo “apparire” del colore rosso fuoco potrebbe creare corti circuiti nella fredda mente del “machine learning”.




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