Che i computer possano diventare sempre più piccoli e potenti non è una notizia, che possano costare poco forse lo è.
Ma il computer che l’amico Stefano mi mostra ha qualcosa di veramente particolare.
Si chiama Raspberry Pi non ha tastiera, mouse, schermo, hard disk.
Viene fornita la sola scheda del computer, senza un contenitore!
Ma di cosa è capace questo Raspberry Pi? Come possiamo considerarlo un computer?
E’ un computer su scheda singola, dotato di processore ARM a 700 Mhz, 512 megabyte di RAM, due porte USB, una porta Ethernet per collegarsi ad internet, una connessione HDMI per i TV HD ed un buon vecchio videocomposito per le vetuste televisioni.
Tutto qui.
La tastiera e il mouse possono essere quelle USB che usiamo tutti i giorni; per l’hard disk basta una schedina SD per contenere il sistema operativo, rigorosamente Linux, oltre a poter collegare qualsiasi memoria esterna USB.
Il prezzo? 35 dollari!
Esatto: diciamo che, con le spese di spedizione da UK, arriviamo a circa 50 euro…
A cosa serve?
Di sicuro non sostituisce il computer di tutti i giorni ma…
- è un ottimo computer per imparare ad usare Linux
- è un eccellente strumento didattico per l’informatica e l’elettronica in generale
- è un computer molto sicuro per la navigazione
- è un ottima base per un Media Center (potendo visualizzare film in Full-HD)
- è una piattaforma per giocare (anche con gli emulatori dei computer del passato)
- è uno strumento per artisti e creativi che possono integrarlo in oggetti del mondo reale
La storia di questo Raspberry Pi merita un breve approfondimento.
Si tratta del risultato virtuoso del finanziamento britannico per gli enti di beneficenza: una in particolare, la Raspberry Pi Foundation, con sede nel verdissimo Cambridgeshire, è sorta nel 2009 per attrarre investitori, insegnanti, accademici, tecnici e tutti colori che hanno portato idee e aiuto pratico nella realizzazione del progetto.
La prima uscita pubblica, a febbraio 2012, ha visto il sold-out di tutti i Raspberry Pi disponibili.
La fondazione, diretta da Eben Upton, 34 anni, sta ottenendo un notevole successo tra le varie istituzioni didattiche, non solo nel Regno Unito, proprio per i bassi costi e le notevoli potenzialità del Raspberry Pi.
Altro che torta di lamponi (su cui il nome gioca): questo è un fresco Beaujolais!

