Huawei escluso dagli USA versa in Italia un miliardo di Euro per il 4G

Arrivano i cinesi di Huawei e portano un miliardo di Euro da investire in 5 anni nello sviluppo delle reti 4G LTE.
Le nuove infrastrutture sono dedicate all’operatore Wind che lavorerà con la nostra Sirti.

E i cinesi che hanno conquistato con i loro smartphone la terza posizione mondiale dopo mostri sacri some Apple e Samsung, non si fermano al 4G.
Hanno intenzione di sviluppare in Europa nuovi centri di design e ricerca producendo tab e cellulari di nuova generazione.

Il Ceo di Huawei Ren Zhengfei dopo 26 alla guida del gruppo ha sbottato come si legge nell’articolo che qui riporto.
Il protezionismo esasperato di Paesi come Usa Australia e Canada dove Huawei non può partecipare a nessuna gara pubblica, ha portato un po’ di capitali tech nel nostro mercato.

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Col sito del Quirinale è vietato socializzare e il canale YouTube ha appena…

Rainews 24 mi chiede di fare una rapida analisi del sito del Quirinale per “Scenari”, l’Inchiesta Web di Roberto Reale.
E di metterlo a confronto con quello altri Stati UE.

Lo apro, lo navigo e mi ricorda un vecchio libro di scuola.

Uno di quei sussidiari polverosi con le “orecchie” che ereditavi da una sorella maggiore.
E dentro il quale potevi trovare una violetta appassita.

Sul sito c’è un invito a “Visitare la casa di tutti gli italiani” ma lo stesso sito non ti permette di scrivere messaggi al Presidente-Poeta Giorgio Napolitano.
Peccato.

Gli avrei scritto: “Presidé urli più forte! Questi politici sono degli ignavi, dei sordi, dei muti e dei ciechi: non vedono le 1.000 aziende che chiudono ogni giorno”.
Presidé: questa classe politica di accoltellatori narcisti (Massimo Gramellini) ci sta trascinando in un Terzo Mondo Economico e Culturale.
Presidé: questa accozzaglia di opportunisti parlanti sta ri-creando un “Analfabetismo di ritorno” (Tullio De Mauro)”.

Ma non posso scriverti Presidé.
NON CI SONO pulsanti social sul tuo portale, e al canale YouTube che qualche WebMaster di passaggio ti ha costruito si sono iscritti quattro gatti: 2.500 italiani su una popolazione di 29 milioni di navigatori.

Hollande lo fa meglio
Il sito dell’Eliseo? Chapeau!
Gettate alle ortiche le vanità decadenti di Carlà e Sarkò
Hollande fa un portale che parla ad alta voce, pieno di simboli orgogliosi della Nazione e con un tasto per scrivere direttamente a Monsieur le Président.

Cameron lo fa benissimo
Il sito dell’inquilino del civico 10 di Dowing Street poi, è ad un livello ancora superiore.
Grafica viva, illustrazioni palpabili, pulsanti social a distesa per scrivere, commentare, dibattere e ribattere.
Adesso capisco la frase che mi ha detto qualche giorno fa il capo del Sud Europa di Google: “Uk è cinque anni aventi su Internet, rispetto all’Italia”.

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Spot TV Telecom Italia: da Massimo Lopez a Chiara Galiazzo le idee firmate Alessandro D’Alatri

Alla conferenza stampa Telecom ci siamo abbracciati a prima vista con Alessandro D’Alatri, raffinato regista amico che seguo da anni, dai tempi del fortino della Telecom, che avevano ricostruito nella campagna romana in una cava di tufo. Vinse un Leone d’Oro a Cannes nel 1996 quello spot.

Alessandro D Alatri Gabriele Di Matteo foto di Stefano Paganini

“Avevo le tasche rigonfie di gettoni di rame” racconta Alessandro “il mio ufficio produzione erano le cabine telefoniche”.

Dopo e durante gli spot ha fatto cinema il primo titolo “Americano rosso”. Bellissimo.

Adesso Alessandro (come me e tanti altri amici) vorrebbe vivere New York, dove farà studiare le figlie, e magari ci ritroveremo in un angolo della Little Italy, dentro un caffé Calabria con le tovaglie a scacchi.
Un baretto gestito da emigranti come quello che lui filmò in un altro premiato spot per Illy Caffé.

“Amo così tanto l’Italia, mi dice, che non riesco a guardala da vicino. Così ridotta, senza guida, senza ideali, senza un futuro per i giovani. Devo allontanarmi… fare un campo lungo”.

E mentre allunga il campo Alessandro regala ai media questo nuovo filmato con protagonista Chiara Galiazzo, angelo ruspante della canzone italiana, fresca di vittoria all’X Factor 6.

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Nokia fabbricava stivali di gomma: seguiremo il suo modello per ripartire?

La crisi continua la sua azione devastante su un’Europa sempre più “vecchio Continente” che non regge il passo dei Paesi BRICS.
Le ricerche segnalano quattro milioni di poveri, solo in Italia.

The Economist -come scrive Roberto Reale in questa puntata di Scenari su Rainews24- propone il modello delle democrazie nordiche.
Nell’inchiesta Web di questa settimana io mi sono occupato di Nokia.

Nokia è un fiume.
Sulle cui rive alla fine del 1800 opera una fabbrica di gomma che costruisce stivali per l’esercito Finlandese.
Poi passa ai cavi telefonini. Abbraccia la telefonia mobile e in qualche anno diventa leader mondiale.
In India, ad un certo punto, vanta una quota dell’82%.

Quando i vertici della Nokia adagiati sugli allori di un sistema operativo limitato come Symbian vedono i primi esemplari di iPhone iOS in arrivo dalla calda California di Steve Jobs, danno un lungo sorso di birra ed esclamano: “Mediocre!“.

La storia ha dimostrato il contrario.
Con in più l’avvento del feroce marketing coreano della Samsung: con con la serie Galaxy by Android sbrana quote di mercato.
Schiacciata da due giganti iOS e Android Nokia boccheggia.
Con gli ultimi esemplari di Symbian perde 3 $ Miliardi.
Dopo 143 anni non offre dividendi agli azionisti. Non era successo nemmeno durante la guerra.

Poi da Seattle arriva un Cavaliere Bianco: Microsoft che investe nel prestigioso marchio, manda alla guida un suo manager di origine canadese Stephen Elop e cala l’asso di Windows Phone 8 che con la serie Lumia vende 4.400.000 di pezzi in un trimestre.
Gli utili tornano con 483 $ Milioni.
Windows Phone, dalle ultime ricerche ufficiali, nel mondo vale il 10% del mercato.

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Il prodotto del futuro? E’ un ibrido tra cellulare, tab e ebook: special Tech and The City dal MWC di Barcellona

Salve amici, siamo qui con Andrea Ferrario e Roberto Buonanno di TOM’S HARDWARE per una puntata IMPERDIBILE di Tech And The City, che questa settimana si “veste” con la scenografia della CASA DELL’ENERGIA DI MILANO.

Tech and the city Marzo 2013 2

Va in onda Domenica alle 18.00 sul circuito tv nazionale 7GOLD (in Lombardia tasto 15) e sul nostro canale YouTube.

E’ UNA PUNTATA SPECIALE TUTTA DEDICATA AL Mobile World Congress di Barcelona, la massima fiera al mondo sul tema “Mobile” con prodotti inediti come:

  • Yota Phone : da un lato telefonino dall’altro e-book
  • Ford Sync con a bordo Spotify per viaggiare con le playlist delle grandi popstar
  • Il Tab più sottile al mondo firmato Sony
  • Il cellulare Nokia 105 da 16 Euro e un mese di batteria
  • Il nuovo SO con cui Firefox (Mozilla) osa sfidare giganti come iOS, Android, Windows Phone
  • L’app per beccare al volo i mezzi pubblici Moovit
  • L’app iOS per per foto panoramiche 3D Photosynth
  • L’app dei ragazzi italiani che ha vinto il premio mondiale al MWC
  • Asus FonePad
Tech and the city Marzo 2013 1 Tech and the city Marzo 2013 3

e tante altre anteprime assolute…

(Le foto di scena sono di Stefano Paganini)

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L’economia e la politica? Aerei impazziti: lo sostiene Almodovar nel nuovo film. E se avesse ragione? [Scenari RaiNews24]

“Ma che stanno facendo dentro la Torre di Controllo? Giocano a VideoPoker?”

Questo mi chiedo nel mio intervento su Scenari, la rubrica di Roberto Reale, su Rainews24.

La cronaca di ieri parla di un aereo tedesco che subisce un’ avaria sull’oceano, si spengono le luci…odore di bruciato… atterraggio di emergenza.
Il cinema americano ci racconta la storia di un aereo guidato da Denzel Washington (tra l’altro ubriaco) che atterra per miracolo dopo aver perso pezzi a 30mila piedi di altezza.

Il cinema spagnolo ci mostra l’ultimo lavoro di Pedro Almodovar.

Che sta succedendo? Che fanno nella torre di controllo le cui tecnologie lungimiranti fino a ieri “dicevano” al pilota “cosa” doveva fare.

OGGI L’EUROPA E’ STRATTONATA DA UN VENTO DI FOLLIA
Ci sono gli apocalittici che vogliono bruciare l’Euro.
Ci sono i populisti che vogliono mettere nelle piazze le stamperie per le banconote.
Ci sono i disperati (la gran parte della popolazione) che non sa che pesci prendere.

Intanto la disoccupazione nell’UE 17 sta arrivando al 12%.
Non ho la formula del cambiamento.
Ma mi baso su un fatto: un amico rumeno che vive a Milano si è lamentato della poca velocità di Internet.
Nel suo Paese è più veloce.
Ha ragione: le ultime ricerche parlano di una media italiana di 6 Mbps.

IL NUOVO GOVERNO DOVREBBE RIPARTIRE DA QUESTO DATO: OBAMA STA PORTANDO IL WIFI GRATIS DA COSTA A COSTA E NOI PARLIAMO ANCORA DELL’IMU DA RESTITUIRE.

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La Banda Larga crea posti di lavoro, Obama l’ha capito. I nostri politici ancora no

Washington Post pubblica una notizia relativa ad un progetto del Governo americano per dare Wi-Fi e barda larga a tutti.

Wi-Fi Coast to coast.

Il collegamento a Internet come diritto fornito dalla Casa Bianca ai cittadini.
Obiettivo: diffondere la conoscenza, le competenze, l’istruzione, la formazione per le nuove classi dirigenti e creare posti di lavoro.

Il giorno dopo TechCrunch e altri Blog smentiscono.
Si crea un pò di confusione. Le lobbies dei grandi operatori Web che guadagnano 178 $ miliardi dal mercato di Internet vengono presi in contropiede dall’annuncio.
Fanno resistenza. Come fionirà? Chi vivrà vedrà.

Intanto il problema vero certo è che
A LIVELLO INTERNAZIONALE LA DISCUSSIONE SUL WIFI GRATIS PER TUTTI TIENE BANCO.
Da noi si preferisce fare battaglie di retroguardia:
- resituire l’IMU
- dare solo un mese di vacanza a scuola
e via cialtronando.

Eppure la fotografia che fa Akamai sulla diffusione della banda larga in Italia fa piangere.

L’Italia è al 37° posto in Europa.

Ci superano allegramente Romania, Slovakia, Ungheria, Repubblica Ceca.
Dove vogliono farci arrivare i nostri politici “oscurantisti”? Ai livelli della Patagonia o della Korea del Nord?

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Nasce Italia On Line Libero + Matrix e va all’attacco di Big G

logo italia onlineItalia On Line (il nome è ecumenico ma un pò abusato) scende in campo per prendersi il dovuto.

La pubblicità delle aziende che hanno bisogno delle Rete per raggiungere i propri utenti.
E sono tante.

IOL propone 20 milioni di “teste” al mese con i suoi Libero + Virgilio più fegatelli vari.

Va a lottare con la baionetta in una guerra fatta di droni californiani (Google) dotati di armi chimiche che dragano dal mercato italiano 600 milioni di Euro.
Una fetta gigantesca che ricorda la fetta di pubblicità che Canale 5 ingoiaia negli anni ’80.

Ma il tempo ci ha insegnato che nulla rimane stabile nel pianeta dell’advertising.
Che il fiume della pubblicità televisiva può rifluire in altri orti, piccoli o grandi che siano.
Mese dopo mese il fatturato della tv si sgonfia, la pubblicità rifluisce sul digitale, in Gran Bretagna il fatturato del Web ha superato da anni quello della televisione.

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Il marchio tricolore eppure azzurro guidato da Antonio Converti, Gabriele Mirra al marketing e Salvatore Ippolito al commerciale si gioca le sue carte a partire da oggi.

PS : Grazie della citazione (?) “Apritisito“, che dentro il nuovo portale si offre alle Piccole Medie Imprese era un programma settimanale, che facevo su Telelombardia, agli albori di Internet. Sì : era il 1998.

PRESS RELEASE.

Dall’unione di Libero e Matrix, i due player che hanno fatto la storia internet del nostro Paese, nasce ItaliaOnline, la nuova grande realtà digitale italiana che apre un nuovo capitolo della storia del web fatto di evoluzione e innovazione.

ItaliaOnline è il frutto del processo di integrazione iniziato dopo che, il 1 Novembre scorso, Libero srl, a cui fanno capo l’omonimo portale e la società di servizi internet It.Net, aveva completato l’acquisizione per 88 milioni di euro di Matrix, società che controlla Virgilio, le concessionarie di pubblicità Niumidia Adv e Iopubblicità e il servizio di informazioni 1254.

ItaliaOnline si presenta con un logo che si ispira al brand storico del primo internet provider italiano, ma non si tratta di un ritorno, bensì di un nuovo inizio.

Nuovo è il segno grafico che rappresenta un abbraccio, così come il colore che esprime la nuova identità del gruppo: è stato scelto il blu Savoia, cioè il colore delle maglie delle nostre nazionali sportive, a testimonianza della mission: unire il meglio dell’Italia digitale. Il brand è stato ideato e realizzato dalla divisione creativa interna a Matrix, centro di eccellenza del design digitale.

“In un momento delicato nella nostra economia, il digitale è uno strumento fondamentale per la ripresa economica e per rendere più competitivo il sistema delle imprese”, ha commentato Antonio Converti, Presidente e Amministratore Delegato di ItaliaOnline “Vogliamo contribuire diventando la piattaforma internet per le grandi imprese e per le numerose PMI italiane”.

Advertising nazionale, advertising locale e servizi internet alle imprese sono le tre aree di business su cui si focalizzerà la strategia del nuovo gruppo.

Sul fronte dell’advertising nazionale, dall’unione delle due concessionarie Libero Advertising (Libero) e Niumidia (Matrix), nasce ItaliaOnline ADV che punta a rafforzare il proprio ruolo da protagonista, sviluppando un’offerta sempre più ricca di soluzioni di comunicazione che sfruttino al meglio le audience di Libero e Virgilio. Insieme i due portali rappresentano la più importante web property italiana, con oltre il 60% di market reach, corrispondente a circa 20 milioni di visitatori unici mensili (Nielsen NetRatings, Dicembre 2012) e 14 milioni di email account attivi.

Libero da oggi si presenta con una immagine completamente rinnovata. Un nuovo logo con il claim “nato digitale” a sottolineare il posizionamento di portale nato con internet e focalizzato al mondo dei servizi online. La nuova home page è caratterizzata da un’interfaccia innovativa progettata per una fruizione multi device.

Virgilio, che rispetto a Libero ha sempre avuto un’anima più editoriale, si focalizzerà soprattutto sui contenuti e l’intrattenimento. In attesa di un prossimo restyling, ripropone in chiave rivisitata il logo storico con cui è stato conosciuto e amato da tanta parte della popolazione internet italiana, unito al famoso claim “il bello di internet”.

I due portali faranno da piattaforma di promozione per nuove iniziative editoriali e di e-commerce verticali, autonome e specializzate, la prima delle quali è DiLei (www.dilei.it) magazine dedicato alle donne e ai loro interessi.

Il secondo pilastro della strategia di ItaliaOnline è l’advertising locale con la concessionaria IoPubblicità. Il servizio di directory 1254, i portali locali di Virgilio e la audience combinata di Libero e Virgilio, costituiscono una piattaforma di comunicazione unica a disposizione di piccole e medie imprese, artigiani, e professionisti.

La terza area di business è rappresentata dai servizi Internet alle imprese offerti da It.Net (www.it.net), società di cloud computing e sviluppo applicativo del gruppo che gestisce i data center che ospitano Virgilio, Libero e importanti clienti. It.Net si pone come interlocutore credibile e innovativo per la realizzazione di soluzioni internet nel mercato corporate. Ma la nuova offerta di It.Net guarda anche alle PMI attraverso ApritiSito (www.apritisito.it) che consente a chiunque di creare il proprio sito e di avere una rilevante presenza in rete, con un’interfaccia molto semplice e intuitiva.

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App e siti per controllare la qualità dell’aria che (purtroppo) respiriamo

Suona quasi sarcastica la decisione dell’Unione Europea di assegnare al 2013 il titolo di “Anno dell’aria”.
Visto che pochissime cose si fanno per non dire nulla concretamente per abbassare il tasso di CO2 nell’aria o per limitare in danni costanti delle polveri sottili, chiamare questo 2013 anno dell’aria sembra quasi un esercizio beffardo.

A COSA SERVONO LE APP SULLE QUALITA’ DELL’ARIA?

Digitando su Google la ricerca per “air quality” appaiono 320 milioni di risultati.
Quindi in Rete l’attenzione rivolta a questo problema è enorme.
Ma nella pratica quotidiana, le app per controllare l’inquinamento servono a poco o niente.

Esempio: Controllo sul cellulare la qualità dell’aria a Torino.
Devo andare là per un appuntamento di lavoro non lo rimanderò aspettando il vento.

Viene da chiedersi allora a cosa servono queste app (tante) e siti (tantissimi) dedicati alla “air quality“.

La risposta più ottimista è per aumentare la coscienza collettiva su questo problema sperando che i nuovi amministratori della cosa pubblica che oggi studiano nei Licei possano dare una svolta che si aspetta da decenni.

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Tech and the City: tutto quello che dovete sapere su Windows 8 compreso uno sconto di circa 100 Euro

Tech And The City, l’unico tv format girato con SmartPhone e Tablet trasmette questa puntata dall’interno dell’Innovation Campus.
Luogo sostenibile e connesso. La sede futuribile della Microsoft Italia.

TRA I TEMI DELLA QUARTA PUNTATA

Cosa c’entra Windows 8 con il baccalà alla vicentina?
Risponde l’App Giallozafferano

Come si risparmiano 100 Euro nell’installare Windows 8?
Risponde Lorenza Poletto

Come si gioca ad Angry Birds App
Risponde Jacopo Masi

Come si trasformano iPad / iPhone in fotocamera digitale?
Risponde Stefano Paganini.

Come si batte l’avversario a Just Dance?
Rispondono Maria e Gigi.

Qual è l’errore del Secolo scritto sul Duomo di Milano che apre un sito per raccogliere 25 milioni di Euro?
Rispondo io.

Perchè Justin Timberlake compra da Murdoch il fallimentare My Space?
Rispondono Gigi e Maria

Perchè Mark Zuckerberg fruga nei nostri interessi con Graph Search?
Risponderà il tempo.

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Twitter lancia Vine: video-tormentoni corti 6 secondi

twitter vineEcco una di quelle novità che manderà in bestia lo scrittore americano Jonathan Franzen che su The Guardian ha demolito Twitter come un “media irresponsabile”.

La novità si chiama Vine, niente Barbera, è una società comprata da Twitter e appena lanciata ufficialmente come piattaforma che sforna micro-video per i dispositivi del mondo Apple (scaricabile gratuitamente da iTunes per iPhone e iPad).

Il capo di Twitter, Mr Costolo, ha fatto una #steak tartare e filmata in 6″.

A guardare il video ti passa la voglia di mangiare e vieni preso da un attacco di mal d’aereo tanto è girato e montato coi piedi.

Allora io dico: se una ricetta dura 6 secondi la sua digestione deve durare 2 secondi e mezzo e una giornata di lavoro deve durare, al massimo, 19 minuti.
Un universo ansiolitico fatto di nano-emozioni.

Stavolta Franzen ha ragione, aumenta la mia stima per questo narratore che “dà del tu ai grandi”.

Se non vi convince Franzen c’è il praghese Kundera che ha scritto uno splendido saggio “La lentezza”.

Amici io sono per lo slowfood. Lascio a Costolo la tartare da 6″.
Augurandogli, poi, di fare un #rutto di 60″.

Aggiornamento dell’ultima ora: Mashable riporta che Facebook ha bloccato l’accesso all’elenco degli amici tramite l’app Vine.

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E-commerce: la meta’ degli italiani non compra niente secondo i dati Netcomm

Il deserto dei consumi ha una sua piccola “oasi” dove magari non zampillano i soldi fin dal mattino presto ma almeno si spendono ancora soldi.
Questa oasi si chiama Internet.

Gli americani tra Natale e Capodanno hanno speso online 25$ miliardi per comprare tablet e smartphone.
Il doppio rispetto allo scorso anno.

In Italia, 5 milioni di persone hanno fatto regali comprati online.
Ma l’analisi di Netcomm, il Consorzio delle aziende che praticano e-commerce, spara fuori un dato inquietante: il 49% del campione intervistato non ha mai comprato su Internet neppure un ago.

Perchè non compra?

  • 1 preferisce toccare con mano la merce
  • 2 non si fida di affidare dati e carta di credito al Web
  • 3 non si fida delle spedizioni
  • E qui il collega Alessandro Longo sul suo Blog de L’Espresso spara a zero sui corrieri citando un caso personale di grazie disservizio.

    Netcomm sul suo sito mette a disposizione una indagine molto interessante che vi consiglio di scaricare.

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    Un anno magnifico questo 2012: nascita di “100gadget” e di “Tech And The City”

    2013 Gabriele Di MatteoGaboGeist: OVVERO IL GIOCO DELLA MEMORIA. 

    Con un furbo gioco della mente, che scarta le cose brutte e fa emergere quelle belle, mi voglio ricordare insieme a voi Amiciquesto 2012 come l’anno MAGNIFICO in cui:

     – il mio amico Stefano mi ha ispirato questo Blog  (500.000 pagine viste da Maggio ad oggi – mi dicono – non sono poche),

    – i miei amici Maria, Gigi, Jacopo, Fabiano, Enrico, Massimo, Silvio mi hanno permesso di lanciare “TECH AND THE CITY”
    – Il primo Tv Show Girato con SmartPhone e Tablet –

    – Mia moglie ha sopportato i miei “Demoni” per un altro anno (grazie!), 

    – Mio figlio ha iniziato con entusiasmo lo studio della Psicologia (!),

    – Quindi nella notte più stellata dell’anno
    – Da questa Dinamo Stellata Chiamata Facebook
    – Dal focolare dove brucia Palo Alto (la sede di Facebook)
    – Professo la mia felicità digitale-laica-cristiana-eretica-provocatoria-futurista

    EccoVi il GaboGeist 2012
    Grazie a tutti.
    Gennaio:
    • Il caso Costa Concordia invade i social network.
    Febbraio:
    • Superbowl, l’evento sportivo USA con il maggior numero di pageview nella storia.
    • La morte di Whitney Houston, il lutto in rete.

    Aprile:

    • Siria, nuova primavera in Medio Oriente tramite i social media che il governo cerca di bloccare.
    • Instagram acquistato per 1 mld $ da Facebook.

    Maggio:

    • Apertura del blog gabrieledimatteo.com
    • Entrata in borsa di Facebook, l’IPO più annunciata della storia.

    Luglio:

    Agosto:

    • Gabo sbarca a New York, il successo di tech and the city NY.
    • Gabo intercetta su una parete di Soho, il primo murales dedicato a Surface. Inizia il grande battage per l’atteso lancio di Windows 8

    Settembre:

    • iphone 5, annunciato il primo iPhone post-Steve.

    Ottobre:

    • L’uragano Sandy investe la East Coast e tutta la Rete si mobilita.
    • Felix Baumgartner ha superato la velocità del suono andando in caduta libera a più di 1200 Kmh.

    Novembre:

    • Elezioni Usa, le più social media di tutte, vittoria di Obama.
    • Primo twitter del papa: @pontifex.

    Dicembre:

    • La politica italiana scopre i social media.
    • Gabriele lancia 100 Gadget con Libero / Virgilio, portale leader da 18 milioni utenti
    • Monti twitta la sua salita in campo.
    • Gabriele con il suo team di Smart Reporter lancia Tech And The City il primo format tv girato con smartphone e tablet. Tech And The City è anche un canale  su YouTube.

    E poi ancora:

    • Apre Huffington Post Italia.
    • Chiuderà newsweek cartaceo.
    • Windows 8 arriva dopo lunga attesa.
    • Lumia 920 fa battere di nuovo il cuore del Nokia fans.
    • Chiude anche l’italiano Jack storica testata life style.
    • Photokina grandi lanci per le grandi marche della fotografia.
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    Al via Tech And The City: l’unico format TV girato con Smartphone e Tablet

    Ciao amici, mandatemi i vostri video sui prodotti tech i piu’ interessanti li mandero’ in onda su tech and the city l’unico programma tv girato con tablet e smartphone.

    Ecco il canale Youtube: iscrivetevi oggi per vedere le prossime puntate potrebbe esserci anche una delle vostre videorecensioni.

    In tv la messa in onda è sul canale 7Gold: ogni mercoledì alle ore 23.15, in replica il lunedì alle ore 18.30.

    Il primo episodio:

    Prima parte:

    Seconda parte:

    Partecipate alla pagina Facebook.

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    Passata la paura del 21 Dicembre? Ecco pronto il Bug del 2.038.

    Il mercato della paura è uno dei pochi che cresce, anche in periodi di crisi.
    Dalle telecamere per sorvegliare la cuccia del cane (costato un migliaio di euro), allo spray da autodifesa a base di peperoncino di Soverato (il più urticante), fino alle paure digitali: attacchi hacker, furti di identità, phishing, bug millenari, scadenze impreviste, la macchina del terrore è sempre accesa.

    Prendiano il Millenium Bug, che alla fine del 1.999 doveva far grippare l’intero sistema.
    Su Wikipedia si racconta che in effetti fu un “raffreddore” ma qualche rigo più sotto…
    ATTENZIONE si annuncia il Bug prossimo venturo: un baco con la B maiuscola, che potrebbe inceppare conti correnti bancari e mandare in confusione i software che governano quesi giocattoloni da Dr Stranamore chiamati Centrali Nucleari.

    UNIX CHI ERA COSTUI?
    Si chiama Unix.
    E’ un sistema operativo nato presso i Bell Labs (gruppo AT&T) su cui poggiano i suddetti sistemi che (probabilmente) si inchioderanno nel 2.038.

    Distrazione? Boh.
    Forse i programmatori credevano alla teoria Maya del 21.12.2012, forse passava in corridono una nuova segretaria con la minigonna. Fatto sta che a quella data il sistema esaurisce il suo tempo. E’ come il calendario esaurisse i fogli.

    WIKIPEDIA
    “I computer leggeranno la data non come 2038 ma come 1901 (precisamente, le 20:45:52 UTC di venerdì 13 dicembre 1901), causando errori di calcolo. “Year 2038″ è chiamato anche “Y2038″, “Y2K38″ o “Y2.038K”. “

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