Cannes Lions 2012: caccia grossa dei creativi italiani, diciassette i Leoni ed un Grand Prix

Oltre al trofeo conquistato dalla campagna UN Hate di Benetton, ideata da Fabrica, di cui abbiamo già detto, bisogna ricordare che la Saatchi & Saatchi ha catturato un intero vagone di Leoni con la campagna CoorDown Onlus – Integration Day, realizzata in collaborazione con Averna, Carrefour, CartaSi, Enel, Illycaffè, Pampers e Toyota.

L’idea di introdurre in spot famosi e già in programmazione, dei personaggi “down” per signifcare “integrazione” degli stessi nella nostra frettolosa società, ha pagato: sette d’Oro e un Bronzo.
Il direttore creativo Agostino Toscana e l’AD Giuseppe Caiazza possono esultare anche se la manica larga della Giuria di quest’anno ha qualcosa di proverbiale.
Bastava farsi un giro per la Croisette e si vedeva subito qualcuno con un Leone in mano Oro, Argento, Plexiglass poco importa.

Un premio importante è andato alla campagna molto social della Mont Blanc The beauty of a second, con cui l’agenzia Leo Burnett ha chiesto agli utenti di condensare in un secondo una forte storia emotiva, fotogramma per fotogramma.

Seconds Of Beauty – 1st round compilation from The Beauty Of A Second on Vimeo.

Un Leone d’argento nella categoria Direct se lo piglia pure la Publicis Italy per Reach the sunrise di Heineken e il Bronzo nella categoria Film lo conquistato J.Walter Thompson (Gruppo WPP) con la campagna Hate realizzata insieme a Filmmaster per Una, l’associazione che sostiene le famiglie dei bambini ammalati di tumore.

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Cannes Lions 2012: Blade Runner, il capolavoro di Philip Dick e Ridley Scott rinasce in 3.285 tavole acquerellate

La pazienza certosina dell’artista svedese Anders Ramsell fa rivivere Blade Runner con classe ed eleganza.

Mi fa piacere postarne il Trailer qui al Festival della Pubblicità di Cannes Lions 2012, che ha ospitato sul palco e celebrato il grande regista londinese ed ex pubblicitario, Ridley Scott.
Suo lo spot 1984 per il lancio del Macintosh. Costò 700 mila $ di produzione, bocciati da Cda Apple e pagati personalmente da Steve Jobs e Steve Wozniak.

Blade Runner: quando l’ho visto la prima volta, 1983, in un cinema di Milano, sono rimasto in trance per un paio di ore.
Al buio.
In un sogno.
Sulla poltrona accanto, la persona che avrei poi sposato, pochi anni dopo nel 1987, mia attuale moglie e appassionata di Philip K. Dick.
Quindi: film della vita.
E anche a mio figlio piace. I capolavori attraversano le generazioni.

Fa tenerezza, rivederlo acquerellato.
Philip K. Dick, il grande scrittore maledetto di Chicago visse in California in miseria, mangiando cibo per cani, per sopravvivere, è stato la fonte assoluta del cinema hollywoodiano.
Minority Report“, “Blade Runner” e altre pellicole meno riuscite sono tratte dai suoi lucidissimi e angosciosi racconti.
Dick muore di arresto cardiaco, a Santa Ana, nel 1982. Fa solo in tempo a visitare il magnifico set di BR ma non vede il film completato.

Il titolo originale del racconto da cui hanno tratto Blade Runner: Ma gli androidi sognano pecore elettriche?.

Piove sempre in BR. La popolazione è in prevalenza orientale. Gli animali veri costano cifre pazzesche.
Ma ci sono i pitoni e i gufi replicanti.
Mi ricordo una scena: Harrison Ford siede su un marciapiede, apre il giornale e dice:

“Non ci sono ricerche di personale per killer, oggi…La mia prima moglie mi chiamava sushi, pesce freddo….”

E poi i test per scoprire i Replicanti. E Mr Tyrell e il giovane, rugoso Sebastian malato di “sindrome di Matusalemme….”
E quel viscido poliziotto che lasciava dovunque degli origami…

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Cannes Lions 2012: baci in Photoshop, torna il fantasma di Oliviero Toscani e miete premi con Benetton

cannes lions 2012 benetton gabriele di matteoQuando Olivieri Toscani, il fotografo-creativo Anni ’80 firmava i discussi poster per Benetton, lo scandalo era assicurato.
Puntuale come le crisi di Governo, che abbiamo visto in questi decenni.
Forse, quello di Benetton era uno scandalo voluto a tavolino.
Uno scandalo calcolato cinicamente, per vincere premi nei Festival.

Luciano Benetton, personalmente, aveva la fissa del sociale e così Toscani andava liscio come il burro.

“Luciano mi fissa con quegli occhioni dietro le lenti rotonde e mi dice…’Oliviero ma non possiamo fare qualcosa per chi soffre?’…”

(così mi disse Oliviero Toscani in una intervista fine anni ’80)

L’annuncio più imbarazzante, sbattuto sui giornali, mostrava un malato di Aids in fin di vita assitito dalla famiglia disperata.
Ma c’erano anche i profughi albanesi sui barconi e le suorine sexy che baciavano i sacerdotini.

I creativi della Fabbrica di Benetton, “nipotini” culturali di Toscani, hanno imparato la lezione.

Direte: a Leone donato non si guarda in bocca e quindi portiamoci a casa questi Grand Prix per la stampa UNHATE (PALESTINE AND ISRAEL) per UNITED COLORS OF BENETTON che fanno schiocchare baci artificiali tra leader politici.

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Cannes 2012: Hatsune Miku, Google tenta la strada nipponica con la versione interattiva e 3d del karaoke

Google e la software company Crypton volevano far ballare la gente, farle suonare la musica: insomma renderla realmente partecipe dell’esperienza musicale.

I risultati di questo video promozionale?
3,5 milioni di views di youtube, distribuzione in 216 paesi, 25 milioni di $ di pubblicità (gratuita) e il podio (numero 1) su iTunes e Amazon per il brano presentato, in più un totale di 10 milioni di views, se si considerano i contributi degli utenti.

La pagina di presentazione del video.

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Cannes Lions 2012: La Silicon Valley e i social media sbarcano a Cannes da Microsoft a Google a Twitter

In diretta da Cannes.
Grande discesa sulla Croisette per le Digital Companies: da Microsoft a Google che rubano un pò la scena ai soliti McDonald’s, Coca Cola, Budweiser, Guinness e Nike.

Seminari a raffica e affollatissimi sulle nuove forme di linguaggio: compreso HTML5, che sembra davvero “the next big thing“, il futuro semantico e visivo della Rete.

Secondo i Direttori Creativi presenti qui da ogni luogo della Terra, la vera “perla” dell’anno pubblicitario è questo video che Larry Page e Sergej Brin hanno commissionato all’agenzia giapponese Hakuhodo.

Titolo: “All is not lost” con soundtrack del gruppo OK Go, altrimenti noti come i “ragazzi del tapis roulant”.

La versione interattiva del video è visibile solo tramite il browser Chrome (scaricabile gratuitamente da questo link) visitando il sito AllIsNotLo.st mentre sul Blog di Google Chrome sono disponibili maggiori informazioni tecniche.

Ma il piatto forte in questo mix pubblicitario virale è il leggendario gruppo di danza Pilobolus.
Immagini subliminali, spezzate, fluide, rutilanti girate attraverso un pavimento di vetro con la telecamera dal basso.

Non manca leva dell’interattività: per richiamare i navigatori sul browser Chrome i creativi invitano a creare una “coreografia” adeguata ai messaggi scritti dagli utenti.

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Cannes Lions 2012: Parla Bill Clinton: la comunicazione come leva per un mondo migliore

bill clinton cannes lions Gabriele di Matteo pubblicità 2012In diretta da Cannes.
William Clinton, come lo chiamano i comunicati ufficiali qui sulla Croisette, parla a una platea di 9.000 delegati, che sono arrivati al Festival Internazionale della Pubblicità da 87 Paesi.

Ma perché correre qui sulla Croisette, su questo tratto di brutto mare caro come il fuoco?
Per avere una visione più chiara delle leggi che governano la comunicazione digitale.
Scienza bellissima e ardua: se usata con sapienza regala grandi successi ai marchi.
Se usata male, diventa un randello doloroso per i brand (l’affaire Twitter/McDonald’s ci ha insegnato qualcosa).

Clinton è un tipo nato con la camicia.
La sua presidenza è passata alla Storia come il Decennio dei “Billionaire”, il boom della Silicon Valley e delle grandi startup digitali.
E anche qui a Cannes, arriva nell’anno dei record: 34.301 lavori iscritti, +19% rispetto al 2011.

Clinton arriva, sopratutto, in mezzo a migliaia di interessanti case-history, che usando le mille leve della comunicazione interattiva, riescono ancora a coinvolgere gli utenti trasferendo loro “il sogno della merce”.

Sono qui anche per raccontarvi, nelle prossime settimane, i Casi Vincenti della Comunicazione Digitale nel mondo.

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Cannes Lions 2012: Jack Dorsey, Ceo di Twitter sale sul palco come Media Person 2012

cannes jack dorsey media person 2012 gabriele di matteoIn diretta da Cannes.

Chi glielo avrebbe mai detto a Jack Dorsey, un bel ragazzo nativo di St Louis, che un giorno sarebbe stato premiato nel Grand Auditorium del Palais du Festival di Cannes.
Sulla stessa pedana sulla quale salì due anni orsono l’affannato e “felpato” Mark Zuckerberg, alias Mr Facebook.

Sono nelle prime file. Lo vedo salire le scale vellutate dove, nel corso degli anni, han posato le scarpe lucidissime Ridley Scott e Francis Ford Coppola, e penso a quella sera di marzo del 2006 in cui Jack ha scarabocchiato con mano incerta il primo Tweet della storia che suonava così: “just setting up my twttr.”

Equivalse al primo segnale radio che Guglielmo Marconi lanciò verso la costa Atlantica da Santa Margherita Ligure.
Ma erano altri tempi…

Il Festival della Pubblicità di Cannes è in gran forma: i lavori iscritti sono 34.301, +19% rispetto al 2011, provenienti da 87 paesi con 9.000 delegati giunti sulla Croisette.

E quello che più conta per i miei affezionati Lettori è che il Festival Cannes Lions 2012 diventa sempre più Social, Digitale, Cyber, Internettiano.

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