Code al minimo sindacale per l’attesa notte dell’iPhone 5.
A Milano i principali operatori, Vodafone, Tim e 3 ce l’hanno messa tutta per attirare pubblico.
DJ set, battage pubblicitario, social e passaparola come miele sulla medicina di un prezzo “sfasato” e tutto italiano: almeno 55 Euro in piu’ sul resto d’Europa per la tassa sulle memorie che in maniera miope dovrebbe proteggere i musicisti, l’IVA al 21%, la tassa governativa.
Si entra a gruppi di 10 come nei luoghi sacri.
Le scelte della gente che ho incontrato nelle code cadono sull’iPhone 5 da 32 Giga.
Sono arrivati anche da fuori Milano i “meladipendenti” e, come in una scena da Presepe, ad un certo punto son giunte le hostess col Red Bull.
Lacrime da coccodrillo: “Spero che con questi prezzi altissimi la nottata porti meno vendite a Cupertino. Cosi si danno una calmata ‘sti qua…” commenta il telespettatore di Netc@fè che lavora per un marchio cinese di Pc.
“Questo qui e’ un fissato” replica l’amico “poi tra un anno… vai con un’altra coda per il 6″.
Lui, androidiano duro e puro della prima ora, non e’ in coda per comprare. E’ qui per sostenere il suo amico che accartoccia tra le mani il numero 86.
La coda piu’ lunga che ho visto prevedeva un cento persone; non ho notizie notturne sull’Apple Store di Carugate, irraggiungibile nella notte milanese.













